Avvisi Alunni

"Il treno dei desideri"

 

   

Dlin dlon… Il “Treno dei desideri” proveniente dalla Scuola Primaria “Senia” e diretto all’Istituto d’Istruzione Secondaria di 1^ grado “Luigi Pirandello” è in partenza al binario Via dei Larici...
I passeggeri sono pregati di salire in carrozza! Si parte! Ciuf, ciuf…

Un evento di dimensioni colossali, per un istituto scolastico, la manifestazione finale del progetto accoglienza del neonato Istituto Comprensivo “Luigi Pirandello” di Comiso.
Questi i numeri: un treno lungo oltre 70 metri, carico di 700 alunni della scuola primaria, una piazza gremita di alunni, insegnanti, genitori, forze dell’ordine e … tanti, tanti curiosi.
Grazie al patrocinio dell’ente locale che ha messo a disposizione responsabili e operai dell’Ufficio Tecnico, gli agenti di polizia municipale per la regolazione del traffico, sostenuti dalla presenza costante della Polizia di Stato, l’imponente manifestazione si è potuta svolgere in assoluta sicurezza e nel pieno rispetto delle regole del codice stradale.
Nonostante le difficoltà nel coordinare una macchina tanto grande quanto complessa, si può affermare, a questo punto, che l’unione fa realmente la forza.

"Le forze messe assieme regalano questi momenti speciali" con tali parole la Dirigente Scolastica dell’Istituto protagonista, Prof.ssa Giovanna Campo, ha esordito nel suo discorso di apertura dell’evento, seguita dall’Assessore alla Cultura, Dott. Dante Di Trapani, il quale ha voluto presenziare alla manifestazione per esprimere l’affetto e la vicinanza che le Istituzioni riservano al mondo della scuola, in generale e nei confronti dei cittadini del futuro, in particolare.
Una parte della città è stata letteralmente pervasa da un’ondata di gioia, entusiasmo, allegria e vivacità, quella gioia spensierata che solo i bambini sanno portare nelle strade che percorrono.
In un brulicare di voci festanti e nello scintillio dei colori sgargianti dei vagoni-nastro e dei cappellini multicolore degli alunni a bordo, ha finalmente ingranato la marcia il lunghissimo “Treno dei desideri” che si è snodato per le vie cittadine destando la curiosità dei passanti e suscitando un velo di commozione nei tanti anziani che al mattino si intrattengono a chiacchierare sul viale principale della città.
Il treno fa un po’ questo effetto in chi lo osserva passare, porta con sé sentimenti contrastanti: da un lato la nostalgia per qualcosa che è passato e che è ormai lontano, dall’altro la speranza, racchiusa in ogni nuovo viaggio, di conoscere mondi nuovi, percorrere strade diverse, parlare lingue differenti.
Il viaggio ha sempre rappresentato un momento fondante dell’esperienza di vita. Fin dall’antichità ha assunto il significato non solo di uno spostamento fisico o un’esplorazione di nuovi territori, ma anche di mezzo per mettersi alla prova, occasione di mutamento interiore. Viaggiare è lasciarsi alle spalle il passato, aprirsi a nuovi incontri, andare verso il futuro e l’ignoto, è percorrere un cammino interiore verso una conoscenza più profonda di se stessi.
Il treno dei desideri ha comunicato fattivamente, con grande cuore e gioia una possibilità vera: portare un cambiamento reale che risiede nel porre al centro delle relazioni umane, l’ascolto, l’attenzione, la cura ma soprattutto la voglia di giocare, di non prendersi troppo sul serio, attraverso una maggiore presenza degli adulti nel favoloso mondo dei bambini.
Le emozioni oggi, sempre più allontanate e sempre più sconosciute, non trovano la possibilità di essere il fulcro del cambiamento nelle nuove generazioni. È necessario far risorgere nell’animo delle persone le emozioni e i desideri: i veri, unici e soli motori del cambiamento.
Per cambiare bisogna sognare e per sognare bisogna riscoprire i desideri.

Dice il filosofo intellettuale I. Sibaldi <<desiderare è un atto di libertà, un gesto creativo>>.
È assoluto dovere primario della scuola restituire ai bambini e ai ragazzi questa creatività, questa libertà che si acquisisce solo ed esclusivamente attraverso l’approccio e la vicinanza alla cultura. Il termine cultura deriva, infatti, dal verbo latino colere “coltivare”. Coltivare la terra richiede cura, attesa, pazienza, presenza, costanza, inventiva, laboriosità, forza fisica e spirituale. Allo stesso modo la scuola, in assoluta e stretta collaborazione con la famiglia e gli enti locali di riferimento, VUOLE e DEVE coltivare l’animo di ciascuno dei suoi alunni, attraverso la conoscenza della letteratura, dell’arte, della musica, delle scienze e di tutto quanto produce nel mondo la vera “bellezza” capace di riaccendere i DESIDERI.